Esperienze Compartecipate e Sistemi Locali di Salute Mentale

Esperienze Compartecipate e Sistemi Locali di Salute Mentale: un progetto di collaborazione fra Italia e Scozia Firenze, Prato e Lanarkshire

 

l’incontro di Coatbridge 3-4 Giugno 2010

 

 

Con lo sviluppo dei servizi mentali negli ultimi decenni, in Italia, in Scozia e in gran parte del mondo occidentale, si è prodotto un lavoro considerevole che ha visto lo sviluppo di nuovi rapporti fra i servizi, le associazioni e gli enti locali. Tale lavoro comune è stato accompagnato da cambiamenti strutturali e procedurali a tutti i livelli, consentendo con ciò di migliorare la cura e l’assistenza alle persone con problemi di salute mentale. A tuttoggi però è stata data scarsa importanza al lavoro congiunto con organizzazioni non governative che si situano in un ”area intermedia” fra i servizi e gli enti locali e che lavorano con gli utenti dei servizi attraverso varie attività che noi chiamiamo “esperienze compartecipate”: attività di supporto, di facilitazione dell’inclusione sociale, di ricerca, di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, etc.

 

Il termine “area intermedia”, secondo noi si riferisce ad un insieme di attività, a volte anche totalmente separate dai servizi di salute mentale, rivolte sia alla salute mentale che al benessere in generale. Tale area intermedia svolge una funzione di interfaccia fra il servizio e la comunità locale: infatti è il luogo delle esperienze compartecipate e della rete complessa di interazioni fra i vari gruppi, i servizi e la comunità locale. Per molti utenti dei servizi le esperienze compartecipate dell’area intermedia sono un aggancio con le attività ordinarie dei servizi, per altri utenti invece costituiscono un supporto addirittura esclusivo.

 

Tradizionalmente il settore che opera nell’area intermedia è stato considerato come volontario, non profit, o filantropico, ma comunque sottovalutato. Il grande numero di piccole associazioni non governative, spesso in competizione le une con le altre e che sopravvivono a stento attraverso l’elargizione di fondi a breve termine da parte delle istituzioni, rende difficili il loro coinvolgimento e la loro influenza nei momenti decisionali, sia a livello di singole organizzazioni che di coordinamenti.

 

Secondo quanto detto lo sviluppo del lavoro multidisciplinare fra le diverse istituzioni non si dimostra più sufficiente. L’intero sistema richiede ristrutturazione e riadattamento secondo la prospettiva degli utenti e dei carers. Per questo è importante identificare gli elementi dell’area intermedia, così come l’abbiamo definita, al fine di consentire che il sistema di salute mentale nel suo insieme diventi più efficiente e rispondente ai bisogni e desideri degli utenti, dei loro familiari e della comunità circostante.

 

I progetti di collaborazione fra sociale e sanitario vanno integrati quindi con un lavoro che tenga conto dell’esistenza e della necessità di sviluppare il modello delle “esperienze compartecipate” riconoscendo la realtà di relazioni multiple fra organizzazioni indipendenti.

 

Un approccio di ricerca azione può facilitare quanto sopra detto attraverso una condivisione di esperienze in settings diversi e una comune riflessione sulle stesse. Tale modello ha avuto origine in Italia e si propone adesso di estenderlo e adattarlo in altri paesi attraverso un lavoro congiunto.

 

E’ stato messo a punto un progetto di ricerca-azione che si differenzia molto dalla riabilitazione psichiatrica gestita esclusivamente dai servizi. Si prevede infatti che la programmazione, la realizzazione e la valutazione delle attività venga fatta congiuntamente e alla pari dai vari soggetti coinvolti.

 

Tale progetto, che coinvolge alcune realtà territoriali della Toscana e della Scozia, è stato sancito e ha preso avvio formale nell’ottobre 2009 a Firenze. Per la Toscana sono state scelte le Società della Salute dell’area Fiorentina e Pratese, per la Scozia è stata scelta l’area del Nord Lanarkshire. I soggetti coinvolti in ogni area sono le associazioni di utenti e di familiari, i servizi e gli enti locali. E’ previsto un lavoro congiunto di tre anni articolato nelle seguenti tappe.

 

–   la mappatura di ciascun sistema in relazione sia ai servizi formali che all’area intermedia         delle quattro località usando simili metodologie

–         l’identificazione degli aspetti forti e di quelli deboli delle esperienze compartecipate dell’area intermedia attraverso lo scambio di informazioni, di discussioni congiunte, di scambi di visite, di seminari e di focus groups che coinvolgano i soggetti interessati

–         convegni compartecipati (uno per ogni area, quattro in tutto) lungo il periodo di tre anni per monitorare il progresso delle esperienze compartecipate e garantire la formazione al lavoro comune nelle aree intermedie

–         valutazione costante mirata soprattutto all’innalzamento della qualità del sistema locale di salute mentale e ai risultati relativi agli utenti.

L’incontro di Firenze il 16 ottobre 2009 ha dato ufficialità al progetto che è stato siglato dalla SdS di Firenze, dal DSM di Firenze e di Prato, dall’AISMe, dal North Lanarkshire NHS, dal North Lanarkshire Council, da Lanarkshire Links, dalla Mental Health Foundation, oltre che da Pino Pini e da Sashi Sashidharan come coordinatori del progetto per l’Italia e per il Regno Unito

una presentazione all’incontro di Trieste febbraio 2010

l’incontro di Coatbridge 3-4 Giugno 2010