Ombudsman Personale

Incontri periodici su temi sociosanitari aperti alla cittadinanza
Servizi svedesi per pazienti psichiatrici gestiti da utenti e con Ombud Personale (PO)
Firenze, Casa della Cultura 05 09 08

sommario

Presenti circa cinquanta persone, la delegazione svedese e diverse associazioni fiorentine per la salute mentale nonché il presidente della IV Commissione del Comune di Firenze, Susanna Agostini e il Difensore Civico del Comune di Firenze, dr. Brasca
L’evento presso la Casa della Cultura è stato il momento conclusivo di una visita degli ospiti stranieri a Firenze e a Prato e ciò ha consentito un buona sintonia e una discreta conoscenza reciproca. La presentazione dell’esperienza svedese del Personal Ombudsman (PO) è stata accompagnata da una relazione sullo stesso argomento, tradotta in italiano. Ciò ha facilitato maggiormente gli scambi di opinione e ha stimolato da parte del pubblico molte domande di chiarimento.
Interessante la discussione con gli ospiti svedesi sulla situazione italiana e svedese e particolarmente sulla esperienza del PO. Emergono in tal modo dati nuovi.
L’età dei clienti seguiti varia molto, dal diciottesimo anno in su. La media ha un età intorno ai 45 anni. Forse c’è una prevalenza di uomini, ma anche questo dipende dall’essere il PO è uomo o donna. I clienti più giovani, in genere, afferiscono ai PO più giovani. Si sottolinea il fatto che il PO non si presenta come una persona che vuole curare o riabilitare, quanto come persona che può dare un aiuto sociale o di difesa dei diritti personali.
Il problema della doppia lealtà è in parte risolto dal fatto che il finanziamento statale (2/3) e comunale (1/3) è gestito da un associazione indipendente di utenti e di familiari, PO-Skåne, che mediante un contratto pone alcuni punti fondamentali a garanzia della relazione fra PO e cliente.
Si ribadisce l’atteggiamento proattivo dei PO nei confronti dei clienti.
È stata condotta una ricerca per valutare i risultati del sistema PO. Ne sono emersi aspetti estremamente positivi, sia sotto il profilo del recupero personale, sia sotto il profilo economico. Incerti casi la situazione è talmente migliorata dal punto di vista individuale che, non solo sono diminuite le spese assistenziali, ma si è passati dal ciclo assistenziale a quello produttivo. Il parlamento svedese ha deciso quindi di allargare a tutta la Svezia il nuovo sistema.
Alcune associazioni familiari italiane hanno chiesto come mai, una volta instaurata una relazione, anche dopo molti sforzi, non si potrebbe cogliere l’occasione per somministrare qualche farmaco.
E’ stato ribadito come il rapporto fra il PO e il suo cliente non è di tipo terapeutico o riabilitativo. Potrebbe invece essere definito come contributo a ad un percorso di recovery. E’ stato più volte ribadito che non si fa nulla che il cliente non voglia.
Sono state sottolineate differenze e analogie con la figura dell’advocate, con quella dell’amministratore di sostegno e quella del facilitatore sociale
Un membro della rete toscana degli utenti ha sottolineato come la figura del “facilitatore sociale” potrebbe assomigliare a quella del PO. Altri poi si sono chiesti se la figura del PO non tolga alla comunità alcune funzioni che la comunità stessa, nel suo insieme, dovrebbe sviluppare senza delegarle a ad alcuno. I PO appartenenti a PO-Skåne non sono utenti od ex utenti. Nella discussione è emersa una visione per cui l’utente come facilitatore sociale avrebbe una funzione soprattutto di tipo educativo e culturale all’interno della comunità, mentre la funzione del PO sarebbe piuttosto mirata alle singole persone per le quali gli interventi assistenziali in atto si dimostrino inefficaci se non controproducenti.

Di seguito la traduzioni in italiano della presentazione
Skåne è la provincia più a sud della Svezia. Ha circa un milione e centomila abitanti di cui un terzo vive a Malmo, che è la terza città della Svezia per grandezza. PO-Skåne è una NGO indipendente gestita dalla organizzazione di utenti RSMH (Associazione Nazionale Svedese per il Sociale e la Salute Mentale) e dalla organizzazione di famiglie IFS (Associazione Schizophrenia Fellowship).
Il sistema con Ombud o Ombudsman Personale (PO) a favore di utenti psichiatrici è un’innovazione svedese sviluppatasi come conseguenza della riforma psichiatrica svedese del 1995. Si è trattato di una soluzione ad un problema esistente da tempo, ma al quale nessuno aveva pensato prima.
Un PO è un professionista di grande qualificazione che lavora al 100% ed esclusivamente su commissione del paziente psichiatrico. Il PO non ha alcuna alleanza né con la psichiatria, né con i servizi sociali o altre autorità, né tantomeno con i familiari del paziente stesso né con i suoi vicini
Il PO fa soltanto ciò che il cliente vuole che lui faccia. Poiché può occorrere molto tempo, a volte anche molti mesi, prima che il cliente sappia o voglia dire quale tipo di aiuto desideri, il PO deve aspettare pur se molte cose appaiono caotiche e disastrose.
Ciò significa che un PO deve impegnarsi per lungo tempo per i suoi clienti, di solito per molti anni. Questa è una condizione necessaria per sviluppare una relazione di fiducia e per poter entrare dentro questioni più essenziali. E’ l’esatto opposto di quanto usualmente avviene nei servizi tradizionali dove il paziente psichiatrico viene sbattuto da una persona all’altra per tutto il tempo e, a volte, non ottiene assolutamente alcun aiuto.
Il PO è particolarmente indirizzato al supporto dei pazienti psichiatrici che sono più difficili a raggiungere e che di solito sono lasciati a se stessi perché nessuno sa come raggiungerli e aiutarli. Si tratta di pazienti con severi disordini psichiatrici (soprattutto di ordine psicotico) e senza tetto o che vivono molto isolati o barricati, di difficile approccio o molto ostili verso l’autorità. Ciò significa anche che il PO non può starsene seduto ad aspettare, ma deve muoversi, uscire e tentare di raggiungere queste persone nel loro luogo di vita e quindi attivare la maggior creatività possibile per trovare la strada di un contatto.
Per realizzare ciò è necessario che il PO sia indipendente da tutte le autorità. In alcuni luoghi della Svezia i PO sono assunti dalla comunità, ma ciò causa molti problemi e rende impossibile al PO il raggiungimento di pazienti psichiatrici che sono sospettosi e ostili verso i rappresentanti delle autorità. Si dovrebbe realizzare una situazione di non sospettosità verso il PO che deve essere fiduciario nello stesso tempo di soggetti diversi. La condizione migliore sarebbe quella di un PO legato ad una associazione non governativa (NGO) indipendente
Un esempio di ciò è la PO-Skåne – Independent Personal Ombud. (Personal Ombud in Skåne)
La massima parte dei PO in Skåne sono impiegati dalla stessa PO-Skåne che è una NGO indipendente gestita dalla organizzazione di utenti RSMH (Associazione Nazionale Svedese per il Sociale e la Salute Mentale) e dalla organizzazione di famiglie IFS (Associazione Schizophrenia Fellowship). Solo gruppi locali di RSMH e di IFS possono essere membri di PO-Skåne. All’incontro annuale generale I rappresentanti di questi gruppi eleggono il board di PO-Skåne, che è il datore di lavoro del direttore organizzativo e dei 17 PO. Ciò significa che l’organizzazione è totalmente controllata dagli utenti e che I PO lavorano seguendo le linee guida degli utenti. Alcune di queste linee guida sono:
– Il PO non lavora soltanto dal lunedì al venerdì in orario di ufficio come la maggior parte degli altri servizi. La settimana ha sette giorni e ogni giorno ha 24 ore. Il PO deve essere preparato a lavorare tutte queste ore perché I problemi dei loro clienti non si concentrano nelle ore d’ufficio; alcune persone inoltre sono più facilmente contattabili di sera o durante gli weekends. Il PO lavora per quaranta ore settimanali secondo uno schema flessibile che aggiusta ogni settimana in relazione ai desideri dei suoi clienti.
– Il PO non ha alcun ufficio, perchè “ufficio è potere”. Il PO lavora da casa propria con l’aiuto del telefono e di internet incontrando i suoi clienti nel loro domicilio o fuori in luoghi neutrali della città.
– Il PO lavora fondamentalmente secondo un modello relazionale. Dal momento che molti clienti sono molto sospettosi, ostili, o difficili da raggiungere per diversi motivi, il PO deve uscire e incontrarli nel loro luogo; insomma deve cercare di raggiungerli gradualmente attraverso vari passi: 1. realizzazione del contatto, 2. sviluppo della comunicazione, 3. costruzione di una relazione, 4. iniziare un dialogo, 5. sviluppare alcuni impegni. La realizzazione di ognuno di questi passi può richiedere lungo tempo. Entrare in contatto a volte può richiedere alcuni mesi. Ciò può voler dire andare fuori e iniziare a parlare con un paziente psichiatrico senza tetto in un parco, oppure parlare attraverso la fessura della posta con qualcuno che vive totalmente barricato. Fino a che non si struttura una relazione e un dialogo non si può pensare di ottenere qualche forma di impegno da parte del cliente.
– Non dovrebbero esserci procedure burocratiche complesse per ottenere un PO. Se si dovesse firmare una scheda o fosse necessaria una nota di ammissione, molti pazienti psichiatrici si ritirerebbero e non otterrebbero un PO e magari si tratterebbe proprio delle persone che ne hanno più bisogno. Per ottenere un PO in PO-Skåne non occorre alcuna procedura formale. Dopo che si è stabilita una relazione il PO chiede semplicemente “Mi vuoi come tuo PO?”. Se la risposta è “Sì “ il tutto viene sistemato.
– Il PO dovrebbe essere capace di supportare il cliente in ogni tipo di questione. Le priorità del cliente spesso non sono le stesse priorità delle autorità o dei familiari. In base alla nostra esperienza di otto anni le prime priorità dei clienti di solito non sono una casa o un’occupazione, ma questioni esistenziali (perché dovrei vivere? Perché la mia vita è diventata la vita di un paziente psichiatrico? Ho qualche speranza che le cose cambino?), la sessualità e problemi con i familiari. Un PO deve essere capace di spendere molto tempo a parlare con iI proprio cliente anche su questo tipo di questioni e non solo su cose “concrete”.
– Un PO dovrebbe essere ben preparato per tutelare effettivamente I diritti dei clienti di fronte alle autorità o di fronte al tribunale. Tutti i PO’s di PO-Skåne hanno qualche titolo accademico universitario o qualche altro tipo di educazione similare. La maggioranza di loro hanno il diploma di assistente sociale, altri hanno studiato legge o hanno alle spalle altre specializzazioni.
– Il cliente dovrebbe avere il diritto all’anonimato rispetto alle autorità. Se non vuole che si dica ad alcuno che lui ha un PO, ciò deve essere rispettato. PO-Skåne riceve soldi dalla comunità per iI servizio che offre, ma in un paragrafo del contratto c’è scritto chiaramente che il PO può rifiutarsi di dire il nome dei loro clienti alla comunità.
PO-Skåne ha iniziato le proprie attività nel 1995 come un progetto con 2 PO. Nel 2000 si è sviluppato come servizio permanente gestito dagli utenti e oggi ha 25 PO che vi lavorano a tempo pieno. Il servizio è finanziato per 2/3 dallo stato e per 1/3 dalla comunità locale.