BASAGLIA PIACE SOLO IN TV?

E’ IN DISCUSSIONE UN PROGETTO DI LEGGE PER MODIFICARE
LA LEGGE 180 E LA PSICHIATRIA ITALIANA
vedi documento psicoradio

Nel silenzio generale, in questi giorni è in calendario alla Commissione Affari Sociali della Camera un progetto di legge che, se approvato, cambierà in modo drastico la psichiatria italiana.
Come utenti dei servizi psichiatrici e come familiari, siamo molto preoccupati.
Tre punti , in particolare, ci allarmano.
1) L’articolo 11 (Ciccioli C. 2065) intende introdurre il TSOP, Trattamento Sanitario Obbligatorio Prolungato. Se passa questo progetto, sarà (di nuovo) possibile rinchiudere per 6 mesi, rinnovabili per altri 6 mesi, rinnovabili per altri 6 mesi… una persona che rifiuti le cure, per “curarla e riabilitarla”. I luoghi di queste cure possono essere istituti privati. Si tratta di una noma in totale contrasto con il principio che anima la legge 180
“11. È istituito il trattamento sanitario prolungato (TSOP) senza consenso, finalizzato al ricovero di pazienti che necessitano di cure obbligatorie per tempi prolungati in strutture diverse da quelle previste per i pazienti che versano in fase di acuzie, nonché ad avviare gli stessi pazienti a un percorso terapeutico-riabilitativo di tipo prolungato. Il TSOP ha una durata di sei mesi e può essere interrotto o ripetuto. Il TSOP è un progetto terapeutico prolungato, formulato dallo psichiatra del DSM in forma scritta, nel quale sono motivate le scelte terapeutiche vincolate e non accettate dal paziente a causa della sua patologia. Il TSOP è disposto dal sindaco entro quarantotto ore dalla trasmissione del progetto da parte dei DSM ed è approvato dal giudice tutelare.
Il TSOP è finalizzato alla possibilità di vincolare il paziente al rispetto di alcuni princìpi terapeutici quali, l’accettazione delle cure e la permanenza nelle comunità accreditate….” (Disposizioni in materia di assistenza psichiatrica. Ciccioli C. 2065 )
2) L’articolo 7 vuole allungare i tempi previsti per il TSO, trattamento sanitario obbligatorio, dai sette giorni della legge attuale a 30 giorni, rinnovabili.
“7. Il TSO per malattia mentale dura trenta giorni e si applica con la procedura di cui all’articolo 35 della legge 23 dicembre 1978, n. 833….”(ibidem)

3) Nel progetto di legge il TSO e il TSOP sono effettuati anche in istituti privati.
“Il TSO può essere effettuato:a) in condizione di degenza ospedaliera,nei servizi psichiatrici di diagnosi e cura b) in fase di prosecuzione della degenza, anche presso altri centri accreditati rispetto a quelli di cui alla lettera a….”
…. Il TSOP è finalizzato alla possibilità di vincolare il paziente al rispetto di alcuni princìpi terapeutici quali l’accettazione delle cure e la permanenza nelle comunità accreditate….”

Cerchiamo di spiegare i motivi del nostro allarme.
Il TSOP – nuovi piccoli manicomi?
Innanzitutto, ha tecnicamente senso parlare di “cura” della malattia psichica contro la volontà del paziente, che viene rinchiuso a questo scopo?
E’ su questa domanda che si gioca la differenza tra chi crede che la malattia psichica sia curabile anche solo con i farmaci, e chi invece ha dimostrato che oltre ai farmaci è indispensabile una relazione tra paziente e medico basata sulla fiducia e sulla parola. Senza, non è possibile un miglioramento profondo e duraturo della condizione del paziente. La guarigione inizia con la consapevolezza del disturbo da parte della persona, e con la condivisione del percorso di cura. Come puo’ stabilirsi un rapporto di fiducia con chi ti toglie la libertà? E quale riabiIitazione puo’ avvenire nella costrizione? La chiusura dei manicomi partiva dal principio che non è possibile curare senza libertà. Questo progetto rischia di portare alla ricostruzione di tanti “manicomi diffusi”.
Il TSO a 30 giorni
Il TSO non è uno strumento terapeutico; serve per il momento acuto, in cui la persona non si rende conto del suo stato e puo’ essere di danno a se’ o ad altri. Appena calmata la situazione di emergenza, inizia il lavoro degli operatori per ottenere il consenso alla cura. Inoltre, in caso di necessità anche con la legge attuale è possibile prolungare il TSO oltre i 7 giorni. Quale è dunque il senso di alzare a 30 giorni il periodo stabilito, se non quello di rendere piu’ facile ed automatico la contenzione del paziente?
La privatizzazione
Qual è la necessità di privatizzare i luoghi in cui si effettuano i trattamenti sanitari obbligatori? Il TSO è un intervento molto delicato, spesso doloroso e traumatico, che deve durare il meno possibile, per essere sostituito da una cura concordata con il paziente. Ma questo principio contrasta con il fatto che, inevitabilmente, il privato trae profitto dal prolungarsi delle degenze, e questo, come minimo, va a minare la fiducia del paziente rispetto alla situazione in cui si viene a trovare.
Sappiamo che la incompleta applicazione della legge 180 lascia sole molte persone, molte famiglie, e puo’dare alle persone un senso di insicurezza.
Non crediamo assolutamente, pero’, che la soluzione sia la riforma di una legge che l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l Unione Europea indicano come modello da seguire.
La 180 deve trovare gli strumenti, anche culturali, per essere completata e applicata diffusamente. Come pazienti e familiari sappiamo bene che il percorso di riabilitazione che la legge 180 prefigura, quando è davvero applicato, è lungo e faticoso, richiede impegno e lavoro da parte degli operatori, dei pazienti, dei familiari, e anche della società, che si assume il disturbo psichico come un problema da affrontare e non da nascondere.
Ma sappiamo anche che rispetto al disturbo psichico non esistono facili scorciatoie, neanche quelle che sembrano piu’ “rassicuranti”.
Associazioni di utenti Associazioni di familiari Le radio della mente PSICORADIO
…….
www.psicoradio.it
psicoradio@gmail.com

Al Kinsley Hall incontro da non perdere il 19 marzo!
Il Kinsley Hall è un edificio nello East End di Londra dove, alla fine degli anni 60, Laing, Cooper e altri psichiatri, sperimentarono vie alternative all’ospedale psichiatrico con persone sofferenti di gravi disturbi mentali.
Il movimento internazionale degli utenti riconosce nella storica esperienza del Kinsley Hall un punto di riferimento importante per la propria crescita.
Di seguito maggiori dettagli.
The historic Kingsley Hall, where Mary Barnes fought her way out of
neglect and mental distress through her art, will be the venue for
what we believe is the first ever Pageant of Survivor History in the
world. “Mental patients in poetry, story and song from the 18th to
21st century”
This will be on Friday 19.3.2010. The doors open at 6.30 and we hope
you will be passing through them. Even if you cannot come, please let
as many people as possible know about this event.
A flyer is attached to this email that you can use to publicise the
Pageant and the, even more important, second half of the evening’s
education and entertainment, which will be an open mike when everyone
can share their experiences of the survivors’ movement. We hope to
make a word by word transcript of the open mike discussion, to be
preserved in the web archives of survivor history for everyone to
read.
This is the third of the F.E.E.L. (Friends of East End Loonies)
events at Kingsley Hall. This one is being organised jointly with the
Survivors History Group. As with the previous events, there will be
wonderful Irish folk music and gorgeous food to complement the
evening. But this event will have the added attraction that we will
be selling copies of the relaunched Asylum magazine for democratic
psychiatry.
We are able to take survivor history back to the eighteenth century
through the research work of Tower Hamlets African and Caribbean
Mental Health Organisation (THACMHO), established in 1996, and its
“Health Through History Initiative”. Copies of their research
booklets will also be available to purchase.
You will hear the poetry and song of Sophie Mirrell, Eamer O寐eeffe,
Frank Bangay, Peter Campbell, and David Kessel performed directly by
the artistes themselves, as well as the voices of John Clare and
Charlotte Mew and others echoed from the past by readers. Copies of
books and CDs of the perfomers’ work will be available for you to buy
and take home and enjoy at length.
All of this will be threaded together by the story of the movement,
with the sound of collective action emerging from asylums, hospitals
and the community proclaiming the “diginity of society’s so called
mental patients”. As well as the survivors we have already mentioned,
you will hear of Ukawsaw Gronniosaw in the 18th century, James Ollier
in 1924, Peter Whitehead in 1955, Tommie Ritchie and Archie Meek in
1971, Eric Irwin in 1973, Alan Hartman in 1974, Joan Hughes in 1987,
Premila Trivedi in 2000 -and many others whose life and work is
threaded into the tapestry of our movement. This is the story that we
are recovering and telling together.
There is no entrance fee or charge for refreshments. You will be
welcome to contribute to the collection box if you are able.
Kingsley Hall is on the corner of Powis and Bruce Roads, E3 3HU
[Nearest tube station: Bromley-By-Bow]. Please be there. There is a
map attached to make sure you do not get lost.
Best Wishes
Andrew Roberts
Secretary Survivors History Group
http://studymore.org.uk/ studymore@studymore.org.uk
telephone: 020 8 986 5251
home address: 177 Glenarm Road, London, E5 ONB per locandina clicca qui

https://mail.google.com/mail/?ui=2&ik=bd0659c5e0&view=att&th=126dd3bb48d3df47&attid=0.1&disp=vah&zw

Judi Chamberlin è deceduta di recente il 16 gennaio 2010 per una grave malattia polmonare. Aveva 65 anni. E’ stata leader indiscussa del movimento internazionale degli utenti della psichiatria fin dal 78, all’indomani della pubblicazione del libro “On Our Own” dove descrive la sua esperienza di paziente psichiatrica che inizia da quando ha ventun anni. Judi si è distinta particolarmente anche per il suo grande attivismo in favore del self help, girando tutto il mondo e collaborando con molteplici organizzazioni fra cui Mindfreedom. Ha vissuto appieno fino agli ultimi giorni, quando già sapeva con certezza del compimento del suo destino. Figura dolce e di aspetto gradevole, ma nello stesso tempo estremamente determinata ed efficace.

L’abbiamo conosciuta direttamente fin dagli anni 80 e abbiamo contribuito a tradurre e pubblicare l’edizione italiana del suo libro “Da noi stessi”, edizioni Primerano, Roma 1990. E’ venuta a visitare le attività di aiuto aiuto fiorentine e Pratesi e ha contraccambiato organizzandoci, sempre a inizio anni 90, un serie di appuntamenti negli Stani Uniti per conoscere la realtà del self help d’oltre oceano.

L’augurio è che la perdita di Judi sia compensata da nuovi stimoli a sviluppare il percorso dell’auto aiuto psichiatrico per una salute mentale migliore.

Invito le persone a visitare il sito www.MindFreedom.org dove è possibile reperire ulteriori informazione sulla importante testimonianza di vita lasciata da Judi.